escursioni: oasi di vendicari
Questa riserva istituita è una stretta fascia costiera acquitrinosa che si estende per 574 ettari e la cui principale finalità è la protezione dell'avifauna migratoria e della vegetazione psammofila (amante della sabbia) e mediterranea. La presenza dei vasti pantani dall'elevata salinità hac ontribuito alla creazione di un ecosistema quanto mai singolare, che è punto di riferimento per gli uccelli di passo che qui sostano numerosi.
Nei mesi autunnali è facile osservare i trampolieri, in particolare aironi
cinerini, garzette e più raramente cicogne e fenicotteri; tra novembre e marzo,
quando il livello dell'acqua sale, i pantani diventano il regno degli anatidi,
tra i quali è facile distinguere il germano reale, la non comune volpoca e le
nere folaghe. In questo periodo non è raro osservare anche gabbiani e cormorani,
ma il simbolo di Vendicari è il cavaliere d'italia, dal corpo bianco, le ali
nere e le lunghe zampe rosate, l'unica specie che qui nidifica.
La riserva è visitabile tutto l'anno. Per osservare gli uccelli consigliamo le
prime ore del mattino o il tardo pomeriggio; è indispensabile allo scopo un
binocolo. Seguendo il sentiero che costeggia per breve tratto il Pantano Grande
si giunge alla cosiddetta Torre Sveva che fu in realtà fatta edificare nel XV
secolo da Pietro d'Aragona e alla ciminiera che svetta in mezzo ai ruderi della
tonnara, attiva fino all'ultima guerra.
Numerose sono, infine, le perle archeologiche che racchiude. La storia del rapporto tra Vendicari e l'uomo, infatti, affonda le sue radici nella notte dei tempi. Dalla preistoria, all'età greca e romana (Eloro, via Elorina, stabilimento ellenistico), all'età Bizantina (Catacombe, Trigona), dalla dominazione araba (fortificazioni di Cittadella) al Medioevo (Torre Sveva) per arrivare al XVIII secolo con i ruderi della Tonnara in attività fino al secondo conflitto mondiale.
Per informazioni: www.oasivendicari.net
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